Quello che invece posto oggi è un articolo che ho trovato ieri sulla pagina finale de L'Unità, molto carino di Lidia Ravera. Non c'è nulla di politico, c'è molto di letterario.
Buona lettura a voi e buone vacanze a me.
di Lidia Ravera
Spacciare letteratura in un paese di illetterati è un mestiere ingrato. Lo sanno gli scrittori, almeno quelli che, fedeli alla loro passione, non si ingegnano a confezionare bestseller (tema giornalistico, scrittura facile, buoni sentimenti. Oppure sangue). Lo sanno gli editori che , ricattati da un mercato miserabile per scarsità di domanda, sono costretti a trasformarsi in cacciatori di successi oppure a sopravvivere stentatamente. La maggioranza degli italiani, prima di prendere un libro in mano, prova qualsiasi altra esperienza, ingurgita qualsiasi altro divertimento, spettacolo, droga, cibo. La maggioranza degli italiani non legge, guarda. Non immagina, riceve immagini. Questa situazione, già ben triste, è aggravata dalla crisi economica. Un buon romanzo è considerato un bene superfluo. Diciassette euro per 300 pagine che non ti fanno le tette più grosse, non ti sfamano, e non ti fanno passare il mal di denti sono considerati troppi. Per la maggioranza degli italiani i libri potrebbero anche scomparire: non bruciati al rogo come ai tempi (o nei regimi) in cui venivano considerati pericolosi, bensì al macero per indifferenza. Lunga vita, quindi, al premio Strega, che celebra questa sua fastosa premiazione annuale. Benedette siano tutte le critiche, le chiacchiere e gli affanni che precedono e seguono la bella festa, trasmessa addirittura da rai1, in orario meno punitivo di quello in cui è relegata la cultura. Un urrah per gli autori che, pur sapendo tutto quello che c'è da sapere, salgono felici sul palci. Io ci sono salita l'anno scorso, con la raffinata casa editrice Nottetempo, rigorosamente ultima, eppure assolutamente soddisfatta, per quell'attimo di luce abbagliante che consente, perfino ad un'opera letteraria, di impressionare la retina, perfino alla maggioranza degli italiani. Quelli che non leggono.
Oggi è di moda essere razzista. Quelli che non sono italiani vanno per forza discriminati e nessuno sta a pensare a due cose secondo me fondamentali: perché sono arrivati fin qua, e perché per il comportamento di pochi pagano tutti?
Oddio, non dico che siano tutti dei santi, ma dire che sono tutti delinquenti sarebbe come dire che tutte le bionde quando fanno i pompini fanno sentire i denti. E' assurdo no?
Quindi, se io penso che, come direbbe mia mamma "il buono e il brutto c'è dappertutto" vengo bollato come un idealista e un comunista, mentre quelli che li brucerebbero tutti poi gli affittano in nero le case (o vanno in brasile per scopare a basso prezzo) sono quelli fighi. Ste cose non le capisco.
Un altro ideale che la gente dimentica è il rispetto in primis, che diventa fedeltà.
Non ho mai nascosto quand'ero single mi piaceva saltare da un letto all'altro, ma non ho mai mancato di rispetto a nessuna ragazza in quanto chiarivo a tutte come fosse la situazione: volevo scopare.
Adesso, convivo e sono fidanzato, e non manco di rispetto alla mia ragazza e le sono fedele. Perché non dovrei esserlo? Non volessi stare con lei non avrei deciso di farlo.
Invece noto tanta gente che è orgogliosa del tradimento: e se ne vanta ma non avrebbe mai il coraggio di confessarlo alla moglie!
Io, e sarò un ideologista e un comunista, se faccio un'azione non me ne vergogno e non ho paura delle conseguenze. Anzi, dico la verità, a volta ho paura delle conseguenze, ma le affronto checcazzo.
Magari sbaglio io, comportarsi da uomo vuol dire anche quello.
Mi sembra troppo spesso di vedere uomini "di facciata" che si mostrano forti nelle azioni e nei toni, ma non sanno affrontare loro stessi. E piuttosto che ascoltarsi e capirsi alzano la voce per sovrastare la loro coscienza.
Come ci dissero ad un seminario di Herbalife, dobbiamo ascoltare il doppio le persone rispetto a quanto parliamo, e non a caso abbiamo 2 orecchie e una sola bocca.
Perché non fare la stessa cosa con noi stessi?
Bonsai di Sebastiano Messina.
Poco fa dovevo recarmi alla popolare di Bergamo per pagare l'affitto del Negozio e c'erano due file: ho scelto quella che a occhio doveva essere la più veloce: due vecchie e un extracomunitario con la maglia di Roberto Carlos.
La prima vecchia sembrava ci volesse morire allo sportello e vedendo la faccia del bancario ho capito che per fare quel lavoro ci vuole una buona dose di pazienza.
Intanto la fila parallela alla nostra era completamente terminata e una signora ha lasciato il posto a Roberto Carlos.
Dopo un tempo che mi è sembrato interminale era il turno della seconda vecchietta.
Statisticamente è improbabile trovare a così poca distanza due vecchie che per usufruire dei servizi della banca abbiano bisogno di tempi epici; stamattina la statistica ha giocato a mio sfavore.
Insomma, ci ho perso più di mezz'ora in banca per colpa di due anziane che hanno tutta la giornata libera e molto probabilmente moriranno prima di godere dei soldi che hanno prelevato.
Caspita, quella mezz'ora potevo benissimo utilizzarla a guardare le foto di gente che non conosco su Facebook o per esaminare il fastidioso callo con una crepa che ho sul tallone sinistro.
Mi par ovvio che sto scherzando anche se mi chiedo per quale motivo abbiano trasmesso la diretta di quella partita su Rai Sport, visto che non credo importi a molto (oltre a me) l'esito della competizione.
Stamattina ne ho visto per qualche minuto la replica e mi son chiesto per quale motivo giocassero a porte chiuse; sbagliavo: lo stadio era vuoto perché alla gente fregava ben poco (Ma va?).
Tutto questo però mi ha dato modo di sbirciare il sito della Rai, e ho scoperto che, porcaputtana, è un sito fatto veramente bene.
C'è anche la possibilità di vedere i vari canali Rai in diretta, anche quelli sul satellite, e la qualità è ottima.
Anche la sezione programmi è ben curata: i palinsesti sono chiari e si possono vedere anche diversi spezzoni.
Per esempio io mi sono goduto tutto quello che era possibile vedere di NPDV. Ora, stimo sempre di più la Cortellesi.
Detto questo non mi resta che tornare a badare ai miei simpatici clienti combinaguai.
Buona giornata.
Ieri non sono uscito e mi sono potuto godere la solitudine e la mia casa in quanto ho lasciato la serata libera a Kaiser Melissa per stare con le sue amiche. L'ho persino lasciata uscire senza burka.
Mi sono piazzato sul divano e dopo aver giocato un'oretta a final fantasy 10 (comprato a 10 euro di seconda mano!) ho acceso la tele.
Dopo un po' di zapping e qualche minuto di un'anonima partita di calcio sudamericano su sportitalia, mi son fermato su rai tre.
Riproponevano un programma che in origine non avevo mai visto e si intitolava "non perdiamoci di vista"; era condotto dalla Cortellesi, che considero una delle migliori comiche del panorama italiano.
Si è pure dimostrata un'ottima cantante.
Quello che mi ha sconvolto, giuro sconvolto, è stato un botta e risposta recitato (volevo chiamarlo monologo, ma è stato fatto tra due persone e "Biologo" non mi sembra adatto) tra lei e Flavio Insinna.
Rievocava i fatti del g8 e quand'era finito avevo il groppo in gola.
Bè, il consiglio che posso darvi è lasciate perdere tutto e godetevelo, vi lascerò senza fiato.
Davvero.
di Maria Novella Oppo
Da l'Unità del 25/06/2008
Praticamente Berlusconi ha confessato. Infatti, dicendo che, se avesse saputo che la D’Addario era pagata, non l’avrebbe nemmeno fatta entrare a casa sua, ha ammesso di averla fatta entrare e di averla anche trattenuta per la notte. Cosa che peraltro non può smentire, viste e ascoltate prove e testimonianze. La notizia avrebbe meritato l’apertura dei tg, ma così non è stato perché, non piacendo a Berlusconi, non è una notizia. All’estero si regolino pure come vogliono, ma da noi è il capo del governo, o i di lui domestici ed elettrodomestici, a stabilire il rilievo dei fatti. Mentre, per quanto riguarda i commenti, è consentito applicare una censura a maglie più larghe. Purché i telespettatori non sappiano, ma siano costretti a decriptare le notizie attraverso le dichiarazioni postume, in particolare di Maurizio Gasparri, che ha il dono della delicatezza. E, a proposito di delicatezza, Berlusconi ha giurato che lui le escort non le paga. Le candida e basta.
Mi tocca tenere a portata di mano il cartello "Torno Subito", chiudere, e fare il mio dovere nel magazziono (ovviamente non in terra).
Dio ringrazi le salviettine umidificate: mi permettono di essere fresco e pulito anche nell'umido e sporco sgabuzzino del mio negozio.
Ieri, mentre finivo di espletare le funzioni biologiche del mio corpo e mi lavavo le mani pensavo a una cosa: non sempre dopo la pipì ci si lava le mani.
No, è inutile fare quelli che se le lavano sempre! A casa nostra, nella nostra intimità, noi uomini dopo la pipì non ce le laviamo MAI. Anche perché, il pisello è pulito di base: la pipì esce dal buco e non c'è motivo per il quale il "tronco" dovrebbe essere sporco. (Il discorso vale per chi si lava con una frequenza quantomeno giornaliera, quindi escluderei a priori il sessanta per cento dei miei clienti).
Ma io domando, se sono a casa di ospiti e dopo aver orinato mi lavo le mani, dove le asciugo?
Nella salvietta del Bidet dove loro si asciugano il culo?
Nella salvietta del lavandino che loro usano per asciugarsi volto? Non credo che molti sarebbero felici di entrare in contatto indiretto con il mio pene, sebbene pulito.
Dunque che fare?
Io la mia soluzione l'ho trovata.
Sciacquo le mani quanto basta per non fare la figura di quello che piscia e non si lava le mani; poi le sventolo velocissimamente davanti a me per sfuttare l'effetto aria.
Poi me le passo sui Jeans e asciugo il restante lì.
Volevo sapere se esistono altre soluzioni in quanto presentarsi spesso agli altri con i pantaloni bagnati potrebbe destare imbarazzante curiosità.
Quando le vicende della nazionale ci hanno riempito di delusione è bastato un gol di Piovani a farci apprezzare il vero calcio nostrano.
Fra la folla festante a Novara c'è stato lo stortissimo Umberto Bossi che ha dichiarato: <<uhmpfff ahmmm ugh>>.
Lo stadio era impreziosito anche dalla presenza di Renzo Bossi, famoso per essere stato bocciato tre volte alle superiori e per avere rubato i capelli a Cocciante.
Quindi, un grosso GRAZIE alla PADANIA (Nazionale) per averci fatto assaporare il vero calcio e alla PADANIA (quotidiano) per aver dato giusto risalto a una notizia ingiustamente dimenticata.

Ovviamente sono ironico: considero Renzo Bossi un ignorante, Bossi Senior un handicappato e la squadra di calcio della Padania la più grande troiata degli ultimi vent'anni dopo la donna con tre tette di atto di forza.
Chiedo anche scusa per aver chiamato "quotidiano" la Padania.
Mi ritrovo con Melissa spesso a parlarne e a parlare del fatto che difficilmente potremo permetterci di andare da qualche parte.
Le spese iniziali per la casa non sono indifferenti e per fortuna ho un guadagno extra con Herbalife che mi permette di non tirare ulteriormente la cinghia.
Quindi o si trova qualche vacanza low cost o ci attacchiamo il cazzo: il mare potremmo comunque vederlo su google maps e per creare una brezza estiva ci basterà metterci in corridoio con le finestre aperte.
Mi sembra ovvio che ogni volta che vedo su facebook frasi tipo "Formentera stiamo arrivando" oppure " Sharm -7" mi gira un gran tanto la minchia, ma la vita e' così.
Quindi o qualcuno ha qualche idea a basso costo da proporci o ferragosto lo passeremo in piscina.
A Calcio.
Dove due domeniche fà il bagnino mi ha fischiato perché facevo casino in acqua.
Sigh.